1 emozione al giorno

 -laboratorio di verbalizzazione

                    attraverso le storie-

 

Perché lo facciamo? (finalità)

Riconoscere le emozioni e saperle chiamare con il loro nome.

 

Questo progetto nasce per consolidare uno strumento espressivo potentissimo, semplice ed efficace, che già possiediamo: la comunicazione.

Rendere esplicite le proprie sensazioni, le proprie emozioni, non è sempre facile; questo succede perché, molte volte, sentiamo accadere ‘qualcosa’ dentro di noi… questo ‘qualcosa’ è semplicemente un’emozione ma non sappiamo come direzionarla, incanalarla, collocarla, gestirla.

Riconoscere l’emozione e verbalizzarla permette di porre un limite all’aggressività, consente una pacifica risoluzione dei conflitti, stimola la collaborazione e il sodalizio.

 

Come lo facciamo? (metodologia)

… Lo facciamo raccontando storie.

La prima della giornata la racconto io e sarà sempre una storia scritta da me;

la seconda sarà estrapolata da una lettura a mia scelta, che contenga l’emozione trattata quel giorno;

le altre le inventeranno i presenti, a turno, e ognuno di loro scriverà la sua storia. Per chi non se la sentirà, io ascolterò e trascriverò ogni singola parola, fedelmente, sulla carta.

L’alternativa alla scrittura immaginifica, se dovesse vericarsi ‘un blocco dello scrittore’ sulla persona, sarà la seguente: si potrà ‘giocare’ con i personaggi o con gli elementi riconoscitivi dell’emozione della storia già letta senza bisogno di inventare in toto una trama, facendogli ‘fare altro’ e cambiando, appunto, la storia.

 

La variante interessante sarà ‘COPIALA ANCORA‘, un’opzione che concederà estrema libertà ai ragazzi, qualora non se la sentissero di parlare di sé, di scrivere di sé, o di inventare nulla.

 

Io custodirò ogni pagina prodotta dai partecipanti, fino a formare una opus narrativa creata personalmente da loro.

Protagonista sarà sempre e rigorosamente “una emozione al giorno”.

 

A fine percorso ogni persona avrà stretto la mano ad un bel numero di emozioni importanti, capito (o ricordato) ‘cosa farne’,

come gestirle e, nel contempo, avrà realizzato un libro di storie illustrate (lasceremo, infatti, segni, scarabocchi, e/o disegni colorati di ogni storia)  raccontate da lui/lei.

Non un libro qualunque, ma un libro molto speciale: il suo!

 

Cosa ci serve per farlo? (materiale occorrente)

… dunque… vediamo… ci servono: fogli di carta bianca, biro, qualche matita colorata, ascolto attivo, una manciata di ricordi, qualche sana emozione, immaginazione.

 

In quanti siamo a farlo? (modalità di svolgimento)

Gli incontri previsti saranno 6+ uno conoscitivo.

Le emozioni trattate saranno:

sorpresa, tristezza, rabbia, paura, disgusto ed empatia.

Ogni incontro prevede:

  • l’ascolto di una storia inedita inventata da me che avrà come punto focale una precisa emozione.
  • L’ascolto delle storie inventate dal partecipante, la verbalizzazione e la rappresentazione delle stesse mediante disegno-o-segno.

 

Il progetto terminerà con la consegna dei libri ai leggittimi proprietari.

 

Le storie inventate da me e le letture proposte potranno essere visionate all’ingresso di Quintoveda.